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Cultura – Varese la “città giardino”

Cultura – Varese la “città giardino”

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Varese, la “città giardino”, offre tante possibilità a chi vuole approfittare delle vacanze per scoprire alcuni luoghi di importante rilievo culturale grazie alle numerose ville liberty e ai loro parchi e al Sacro Monte, divenuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2003.

Cenni storici

Bobbiate, il quartiere di Varese in cui ci troviamo, era costituito da una chiesa con la sua piazza e poche cascine. Tutto il resto era una meravigliosa distesa di campi fino al lago di Varese.
L’economia primaria del luogo era basata sull’agricoltura e sul turismo che all’epoca era ad appannaggio dei Signori di Milano che godevano di questi luoghi come villeggiatura estiva.
Varese, inoltre, era punto d’incontro a livello europeo per lo scambio di cavalli e bestiame ( tradizione persa dai primi del ‘900). Rimane però ancora viva nel nostro quartiere di Bobbiate la tradizionale corsa degli asini, che si ripete ogni anno a settembre e richiama la vocazione contadina del luogo. Era, infatti, tradizione che il contadino che, grazie al suo asino, arrivava per primo al mercato di Varese stabiliva il prezzo migliore per la sua merce.

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Le Ville e i loro giardini

Varese, come detto, è nota tuttora come “città giardino”, grazie ai suoi numerosi parchi e giardini sia pubblici che privati, risalenti all’epoca in cui le famiglie nobili del nord Italia trascorrevano i propri soggiorni intorno ai laghi della provincia.
I week end a Varese sono così arricchiti, oltre che dalla bellezza dei paesaggi naturali, anche dalla raffinatezza dei parchi e delle ville in essi racchiuse con i loro piccoli tesori.
Oltre ai giardini estensi, al palazzo estense,(oggi sede del comune)ed a Villa Mirabello (sede del Museo Civico Archeologico), in centro città, se ne ricordano di seguito alcune: la Villa e la Collezione Menafoglio Litta Panza, la Villa della Porta Bozzolo, la Villa Cicogna Mozzoni, il parco di Villa Toeplitz e la Villa Bossi di Bodio.

Varese fu definita da Giacomo Leopardi, in una lettera alla sorella Paolina, “la piccola Versailles di Milano” grazie a Palazzo Estense e ai suoi Giardini. I Giardini Estensi, infatti, sono di notevole bellezza dimostrando un perfetto connubio tra lo stile “all’italiana” e quello “alla francese”. Dal portone d’onore, accesso principale ai Giardini, si rimane subito affascinati dall’ampio parterre caratterizzato da aiuole decorate con piante a basso fusto e fiori oltre che dalla fontana centrale, in fondo al parterre, circondata dalla collina del Belvedere, alla quale si accede attraverso suggestivi sentieri bordati da carpini, e dalla quale si gode di uno splendido panorama. Il giardino fu costruito in concomitanza con il Palazzo, nel diciottesimo secolo, come residenza di Francesco III d’Este, Duca di Modena e Signore di Varese, che si ispirò ai giardini della residenza estiva di Schönbrunn degli Asburgo a Vienna. Per soddisfare le esigenze del Duca, una parte del parco fu allestita a roccolo per l’uccellagione, mentre un altro settore venne dedicato agli orti. Nel corso dell’Ottocento i giardini si arricchirono di nuovi ambienti, tra cui spicca un suggestivo laghetto denominato “dei cigni”. Dal 1949 i Giardini Estensi costituiscono un’unica entità con il Parco di Villa Mirabello, dove ha sede il Civico Museo Archeologico.

Villa Mirabello e il suo parco
fu edificata nel corso del XVIII secolo dal Conte Gaetano Stampa di Soncino, divenuta poi di proprietà di Luigi Taccioli e successivamente dei marchesi Litta Modignani, fu profondamente modificata con la costruzione pure di una scuderia. Dal 1948 è proprietà dell’amministrazione comunale e oggi ospita il Museo civico archeologico e la Sezione Risorgimentale dei Musei Civici.
Il museo, nato nel 1871 dall’iniziativa di studiosi e appassionati locali animati dall’intento di raccogliere testimonianze storiche e archeologiche del territorio varesino, venne notevolmente ampliato nel 1924 con la donazione della collezione del marchese Andrea Ponti, finanziatore e promotore di ricerche archeologiche presso l’Isolino Virginia, sito palafitticolo preistorico (oggi tutelato dall’Unesco) collocato su una piccola isola del lago di Varese di cui egli fu proprietario.
Il materiale conservato presso il Civico museo archeologico, si presenta assai variegato e poliedrico. I reperti coprono un arco cronologico estremamente ampio che comprende la Preistoria (particolarmente rappresentati sono il Mesolitico e Neolitico), la Protostoria (età del Bronzo ed età del Ferro), il periodo romano (rappresentato da materiali provenienti prevalentemente da necropoli e sepolture) e l’epoca altomedievale (periodo dei Longobardi).

Circondata da un magnifico giardino all’italiana di 33.000 m2, Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo si affaccia sulla città di Varese dal colle di Biumo Superiore. La Villa fù costruita alla metà del XVIII secolo per volontà del marchese Paolo Antonio Menafoglio e ampliata in epoca neoclassica dall’architetto Luigi Canonica, su incarico del duca Pompeo Litta Visconti Arese.
La villa è celebre nel mondo per la collezione d’arte contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire dagli anni ’50. Nei saloni e nelle grandi scuderie, sono oggi esposte oltre cento opere di artisti contemporanei, oltre a ricchi arredi del periodo che va dal XVI al XIX secolo e ad un’importante raccolta di arte africana e precolombiana. Una tappa da non perdere nel tour turistico varesino.

Immerso nel tranquillo paesaggio della Valcuvia, l’elegante complesso della Villa Della Porta Bozzolo, oggi di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano ) L’originario nucleo cinquecentesco della famiglia dei Della Porta è andato ampliandosi nel 600 trasformando la residenza in “villa – fattoria“, con l’aggiunta di un nuovo edificio organizzato attorno a una corte d’onore. Nella prima metà del Settecento la dimora venne ulteriormente trasformata in raffinata residenza di rappresentanza, anche grazie a uno scenografico parco e alle preziose decorazioni ad affresco degli interni, volute da Gian Angelo III. Estintosi il casato e dopo alcuni passaggi di proprietà, l’intero patrimonio passò nel 1877 al senatore Camillo Bozzolo, insigne medico e attivo patriota, che progettò numerosi lavori e migliorie per la buona conservazione della casa, edificando anche una scuderia e il villino del custode.
Dai Bozzolo, dopo un periodo di abbandono e spoliazioni, nel 1989 il complesso venne infine donato al FAI, che ha potuto realizzare gli interventi necessari per l’agibilità e l’apertura al pubblico del bene.

La Villa Cicogna Mozzoni di Bisuschio è un complesso architettonico progettato ed edificato durante il rinascimento; il primo corpo che aveva funzione di Casino di caccia, fu edificato prima del 1440, il secondo fu eretto dopo il 1530, trasformando la residenza in una vera e propria villa di delizie, circondata da stupendi giardini su più livelli.
Nel casino di caccia, la famiglia Mozzoni soleva ricevere ospiti dell’alta società milanese che si confrontavano nell’antica arte della caccia; infatti, in quel tempo la Valceresio era una meta privilegiata per la caccia all’orso bruno e al cinghiale.
Nel 1581 Angela, l’ultima erede dei Mozzoni, va in sposa a Gian Pietro Cicogna il quale in cambio della dote accetta di unire i due cognomi. Il nuovo ceppo familiare continuò a usare la Villa come luogo di svago e di delizie, dove ospitare amici , andare a caccia e a pesca e godere delle meraviglie della natura così meravigliosamente “sintetizzate” nei giardini. Ancora oggi i discendenti della famiglia Cicogna Mozzoni si prendono cura di questa dimora, ma dal 1957 il giardino e 12 sale interamente affrescate e arredate con mobili e oggetti di varie epoche sono stati aperti al pubblico. Oggi la Villa è anche sede di concerti, mostre, eventi culturali, è possibile affittare le sue sale per ricevimenti di nozze, cene di gala, set per film e foto.

Villa Toeplitz  nata come residenza di campagna di nobili tedeschi, fu acquistata nel 1929 dal Banchiere  Giuseppe Toeplitz a cui deve il nome.
Egli apportò numerose modifiche all’impianto originario, unendo nel tempo diversi stili: per questo la villa è definita “di stile eclettico”. Notevoli migliorie riguardarono anche il vasto parco che si estende per otto ettari: fontane scenografiche in mosaico celestino e marmo grigio di Carrara e giochi d’acqua contornati da una monumentale gradinata in porfido di Cuasso al Monte.  E’ un’armoniosa fusione dei vari stili di giardino: percorsi romantici bucolici tra macchie di arbusti, giardini progettati con cura, un bosco di conifere posto intorno al belvedere e alla cappelletta, un frutteto ed infine un bosco ceduo di castagno chiude il Parco sul retro della Villa.
La villa ora ospita la sede della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “Insubria”, oltre al Museo dei fratelli Castiglioni, importanti archeologi varesini, interessati al mondo africano ed egizio.

Villa Bossi, storica villa di Bodio Lomnago, è la meta ideale per gli amanti della musica. Si tratta di un complesso architettonico composto da un tipico impianto del cinquecento ed un’importante ala riedificata nel settecento, e consta di 46 stanze.
E’ appartenuta alla famiglia Bossi per più di quattro secoli ed è oggi di proprietà della società BIZZI STRUMENTI STORICI A TASTIERA che ha concesso all’Associazione Musicale di Villa Bossi, presieduta da Guido Bizzi, la trasformazione dei propri laboratori nel “Museo Vivente” della Fabbrica del Clavicembalo.
La visita guidata accompagna i visitatori in tutti gli ambienti, interni ed esterni, della villa. Oltre agli arredi originali, si può ammirare una vasta e preziosa collezione di strumenti musicali, a fiato, a corda e a percussione. Si prosegue quindi nei laboratori dove è possibile osservare le varie fasi di costruzione del clavicembalo e attraverso l’incontro diretto con i liutai, i loro materiali e strumenti di lavoro si conosceranno i principi fondamentali della produzione del suono e del funzionamento degli strumenti musicali.
All’interno della villa si tengono concerti serali.

Il Sacro Monte di Varese è un’eccellenza storica ed artistica del nostro territorio. Dal 2003 è stato inserito dall’UNESCO nella lista del Patrimonio dell’Umanità insieme al gruppo dei nove Sacri Monti prealpini del Piemonte e della Lombardia.
Un luogo di fede, ma anche la passeggiata preferita dei varesini , è costituito da una lunga via ciottolata che sale al monte lungo la quale sono disposte quattordici cappelle, dedicate ai misteri del Rosario. Ogni cappella, dalle dimensioni quasi di una piccola chiesa, è diversa dall’altra ed all’interno, i misteri sono rappresentati da sculture in terracotta a grandezza naturale e da affreschi. In cima si giunge al santuario di Santa Maria del Monte, luogo di pellegrinaggio sin dal Medioevo, che funge da quindicesima cappella racchiudendo il quindicesimo mistero nell’altare: l’incoronazione della Vergine. I lavori di costruzione della via sacra e delle cappelle iniziarono nel 1604, e grazie a generose donazioni e al lavoro gratuito di molti devoti terminarono nel 1623.
Lo stile architettonico delle cappelle, degli archi trionfali e delle fontane è variegato, ispirato ai modi stilistici del manierismo. Le statue e gli affreschi che ornano le cappelle costituiscono nel loro complesso un’elevata testimonianza dell’arte sacra seicentesca in area milanese.
Il borgo di Santa Maria del Monte, dove si trova il santuario, ha un grande fascino per le sue strette e ombrose stradine che si inerpicano con ripide scalinate, per i suoi sottopassi illuminati e per le molte ville in stile liberty sparse sul versante della collina. È collegato al resto della città, oltre che attraverso una linea automobilistica urbana (linea C), anche mediante una storica funicolare recentemente rimessa in funzione.

BORGO DI MUSTONATE
Antico borgo rurale completamente ristrutturato, dove ammirare cavalli mentre si degusta un buon vino o un distillato al chiosco bar, immersi nella tranquillità del verde.
Vi si tengono “concorsi internazionali di attacchi”  – cavalli e carrozze.


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